Esiste ciò che non abbiamo ancora imparato a recuperare.
E se il problema non fosse il rifiuto, ma il modo in cui progettiamo, produciamo, utilizziamo e infine abbandoniamo le cose?
UN PERCORSO DALLA NATURA ALLA NUOVA MATERIA
Una goccia cade. Diventa parte di un fiume, raggiunge il mare, evapora, torna nell’atmosfera, forma una nuvola e un giorno cade nuovamente sulla terra.
Non è rimasta immobile. Non è rimasta uguale. Ma non è stata semplicemente buttata via.
La natura ci mostra continuamente processi nei quali ciò che conclude una funzione entra in un’altra trasformazione. Materia, acqua e nutrienti attraversano cicli, cambiano forma, diventano risorsa per altri processi.
Noi abbiamo costruito un modello nel quale troppo spesso un oggetto nasce, viene utilizzato e, alla fine, diventa qualcosa a cui attribuiamo una parola definitiva: rifiuto.
Il recupero non comincia quando arriva il camion che raccoglie il materiale. Comincia quando quell’oggetto viene progettato.
Se costruiamo un prodotto assemblando materiali difficili da separare, il problema del suo recupero nasce prima ancora che quel prodotto venga venduto.
Se scegliamo componenti separabili, materiali identificabili, ricambi sostituibili e processi capaci di restituire valore alla materia, abbiamo già cominciato a recuperarlo prima ancora di utilizzarlo.
Come smaltiamo ciò che abbiamo prodotto?
Come dobbiamo produrre oggi ciò che domani dovremo recuperare?
Perché un prodotto difficile da recuperare dovrebbe avere per la collettività lo stesso costo di un prodotto progettato per essere facilmente separato, riparato, riutilizzato o recuperato? È possibile immaginare un’economia nella quale il costo ambientale futuro entri già nelle scelte di oggi?
Pensare al recupero prima della produzione.
Favorire prodotti e processi che facilitano recupero e riutilizzo.
Tecnologie, ricerca, impianti e persone.
Trasformare ciò che era un costo in nuova materia e nuovo valore.
Questo Open Book non nasce soltanto da una riflessione teorica. Nasce dall’incontro di Book Service Community con Massimo Grillini e con l’esperienza costruita nella sua azienda IoRecupero.it.
Massimo lavora da anni dentro il problema che questo progetto vuole interrogare: materiali, apparecchiature, componenti e oggetti che hanno terminato la funzione per cui erano stati prodotti, ma che possono ancora contenere materia, valore, possibilità.
Da questa esperienza concreta nasce un progetto che vuole allargare lo sguardo. Una singola azienda può recuperare. Ma per cambiare davvero il rapporto con il rifiuto occorre intervenire prima.
Dentro IoRecupero.it c’è anche una storia personale. È quella di Massimo Grillini.
Un uomo che ha trasformato un’idea del recupero nel proprio lavoro e il proprio lavoro in un osservatorio privilegiato sul destino delle cose che smettiamo di utilizzare.
Massimo sta raccontando questa esperienza in un libro. Non gli abbiamo imposto una scadenza. Il libro crescerà con i suoi tempi e, quando sarà pronto, entrerà in questo Open Book come una delle sue voci più importanti.
IoRecupero.it non vuole pubblicare un manifesto già concluso chiedendo agli altri di sottoscriverlo. Vuole costruirlo.
Vogliamo mettere intorno alla stessa domanda persone che normalmente si incontrano poco: chi progetta un prodotto e chi, anni dopo, deve separarne i materiali; chi produce e chi recupera; chi studia nuovi materiali e chi lavora ogni giorno con quelli esistenti; chi scrive le norme e chi deve applicarle; chi vende un oggetto e chi decide quando quell’oggetto non serve più.
Perché il rifiuto non appartiene soltanto a un settore. Appartiene al modo in cui abbiamo organizzato il rapporto tra le cose e il tempo.
Possiamo progettare un prodotto pensando già al suo recupero?
Chi deve sostenere il costo di ciò che è difficile recuperare?
Quando riparare è preferibile a sostituire?
Quanto materiale che chiamiamo rifiuto possiede ancora un valore?
Quali tecnologie possono trasformare oggi ciò che ieri non era recuperabile?
Possiamo arrivare un giorno a considerare la parola rifiuto un concetto superato?
IoRecupero.it è un libro aperto prima di diventare un libro. Esperienze, competenze, proposte, dubbi e anche posizioni contrarie possono contribuire alla costruzione del progetto.
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Le esperienze, le competenze, le proposte, le contraddizioni e le domande raccolte attraverso IoRecupero.it contribuiranno alla costruzione di un progetto editoriale aperto.
Il risultato non dovrà essere il libro che dimostra che avevamo ragione. Dovrà essere il libro che ci permette di capire quanto lontano possiamo arrivare nel tentativo di costruire un sistema nel quale ciò che termina una funzione non termini necessariamente la propria vita.
La natura trasforma, riutilizza, rimette in circolo.
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