Il progetto "Stop alle Paralimpiadi" nasce da una provocazione audace e, per alcuni, "irrealizzabile", che si propone di scuotere le fondamenta del mondo sportivo globale.
Un confronto aperto con Cristiano di Pietro per ripensare il senso dell’inclusione nello sport. Eventi, libro, video-intervista e possibilità di sostegno al progetto.
Per decenni, lo spettacolo di eccellenza umana e di unità che definisce i Giochi Olimpici è sembrato incompleto, relegando una parte straordinaria del talento sportivo mondiale a un evento parallelo, quasi sussidiario.
L’obiettivo è chiaro e preciso: a partire già dal 2028, non dovrebbero più esistere eventi separati per atleti con disabilità. Non si tratta di far gareggiare atleti paralimpici contro atleti olimpici, bensì di unificare Olimpiadi e Paralimpiadi, trasformando le competizioni per atleti con disabilità in una categoria ufficiale all’interno dell’evento olimpico, proprio come avviene per il peso nelle arti marziali o per il genere in molte discipline.
Questa separazione, che oggi percepiamo come “normale”, ha ancora senso? Se nel 1960 la distinzione poteva essere un passo necessario per legittimare la partecipazione degli atleti con disabilità, oggi potrebbe essere diventata un ostacolo, una sottile forma di discriminazione che, paradossalmente, li tiene ancora in un recinto separato. Questo “Open Book” è un’arena di dialogo che solleva domande cruciali e stimola una conversazione costruttiva per superare l’inerzia del “si è sempre fatto così”. È giunto il momento di unire le forze e celebrare l’eccellenza umana nella sua interezza, senza etichette o divisioni.
Cristiano Di Pietro: La Vita, il Percorso e la Visione
Dietro ogni grande idea, spesso c’è una storia personale che ne alimenta la fiamma. Il progetto “Stop alle Paralimpiadi”, che il suo ideatore preferisce definire “Basta Paraolimpiadi”, trova la sua radice nell’esperienza straordinaria di Cristiano Di Pietro. Cristiano non è solo il talentuoso grafico che ha dato vita al logo di BSC, ma è soprattutto un testimone vivente di resilienza, creatività e di una visione profonda sull’inclusione.
La sua collaborazione con BSC, per la quale ha realizzato il logo, è un esempio concreto del suo talento.
Ma è il progetto “Basta Paraolimpiadi” che incarna la sua visione più audace e personale. La sua motivazione non è teorica, ma vissuta: Cristiano crede che la separazione, seppur storica, crei una distanza simbolica che frena la piena integrazione. Per lui, unificare gli eventi è il passo logico per promuovere una vera uguaglianza nello sport. Non si tratta di cancellare le conquiste degli atleti paralimpici, ma di esaltarle, portandole nel cuore dell’evento sportivo più grande del mondo. La sua visione è un richiamo potente a un mondo in cui le barriere sono abbattute non solo fisicamente, ma anche mentalmente e culturalmente. “La vera inclusione,” sembra dire Cristiano attraverso il suo progetto, “non è avere un posto a parte, ma avere un posto uguale, all’interno del tutto”.
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- Formula in Conto Vendita: Eliminiamo ogni rischio imprenditoriale per la libreria; i volumi e l'espositore vengono consegnati in conto vendita, permettendo all'esercente di pagare solo ciò che viene effettivamente venduto.
- Filosofia "Open Book": Promuoviamo attivamente il concetto di "Libri che diventano progetti... e progetti che diventano libri", offrendo opere che non terminano con la lettura ma continuano in iniziative concrete.
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- Tematiche di Grande Attualità: Selezioniamo progetti di forte impatto sociale e culturale — come la provocazione necessaria sull'unificazione dei Giochi Olimpici e Paralimpici — capaci di stimolare il dibattito e attirare l'attenzione dei passanti.
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Il Vostro Contributo È Fondamentale: Entra nel Dialogo!
Questo “Open Book” è un’arena di dialogo aperta a tutti, senza presunzione di fornire risposte definitive, ma con l’intento di sollevare domande cruciali e stimolare una conversazione seria e costruttiva. Che tu sia parte del mondo dello sport in generale, un atleta diversamente abile, un sostenitore dell’integrazione o anche una persona contraria a questa proposta, la tua voce è preziosa.
Il nostro obiettivo è superare l’inerzia del “si è sempre fatto così” e affrontare con coraggio la questione: le Paralimpiadi, pur essendo nate da un’esigenza storica e avendo compiuto un lavoro straordinario, sono ancora la soluzione migliore per promuovere la piena inclusione nel ventunesimo secolo?
Tuttavia, crediamo che la vera inclusione non significhi emarginare, ma integrare le differenze celebrandole all’interno di un unico grande contenitore. Per questo, invitiamo tutti, favorevoli e contrari, a contribuire con le proprie esperienze, opinioni e persino obiezioni. Il tuo punto di vista, per quanto possa sembrare divergente, è fondamentale per arricchire il dibattito e aiutarci a costruire un percorso di vera uguaglianza nello sport.
Unisciti a noi in questo “Dialogo Socratico del Terzo Millennio per l’Inclusione Olimpica”!
Il progetto oggi: ripartire dalle scuole
Il progetto Stop alle Paralimpiadi nasce come una provocazione, forte e per molti versi irrealizzabile, ma con un obiettivo preciso: aprire una riflessione sul modo in cui lo sport, la società e le istituzioni guardano al tema della disabilità.
Vista la difficoltà nel coinvolgere fin da subito le istituzioni su un tema così delicato e complesso, abbiamo deciso di ripartire dalle scuole. Vogliamo parlare con i bambini e con i ragazzi, spiegare loro questa provocazione e capire cosa ne pensano davvero.
Saranno proprio i bambini, con le loro domande e le loro risposte, ad aiutarci a capire se questa provocazione ha un senso, se è giusta, se è sbagliata e, soprattutto, come portare avanti questo progetto in futuro.
Perché a volte, per capire la direzione giusta, bisogna partire da chi guarda il mondo con occhi nuovi.

