Mio, Tuo,
Nostro.
Sappiamo difendere ciò che è mio. Sappiamo riconoscere ciò che è tuo. Ma come impariamo ad abitare il nostro?
Un libro aperto e un percorso culturale per ritrovare il legame tra appartenenza e responsabilità. A partire dai luoghi che viviamo ogni giorno.
Perché facciamo così fatica a prenderci cura di ciò che è nostro?
La tavola dopo cena, il banco di scuola, le scale del condominio, il parco sotto casa. Quando uno spazio appartiene a tutti, spesso aspettiamo che sia qualcun altro a occuparsene.
Il progetto nasce per capire questa distanza e immaginare come ridurla. Il “nostro” si costruisce rispettando ciò che è mio e ciò che è tuo, e riconoscendo che il bene condiviso riguarda anche me.
Il nostro, da vicino a lontano
La bozza attraversa cinque ambiti della vita. In ciascuno cerca le abitudini che ci allontanano da ciò che condividiamo e le possibilità per tornare a sentirlo nostro.
La famiglia
La casa è il primo laboratorio del vivere insieme. Chi si prende cura degli spazi comuni, quando nessuno lo chiede?
La scuola
Un banco e un’aula ci vengono affidati. Come trasformiamo il rispetto delle regole in un senso di appartenenza?
Il condominio
Scale, giardino, decisioni e spese: qui la responsabilità condivisa diventa pratica quotidiana.
La città e il territorio
Più il “nostro” si allarga, più rischiamo di sentirlo lontano. Eppure una strada, un bosco e un fiume ci riguardano.
Economia e lavoro
Il denaro rende forte il senso del possesso. Come tenere insieme interesse personale, costi e benefici collettivi?
Alla ricerca
del Nostro
A un certo punto il libro ci invita a uscire. A mettere le scarpe e guardare una scuola, un museo, una piazza con una domanda diversa: “Dov’è il nostro?”
Il percorso cerca possibilità nei gesti, nelle relazioni e negli spazi quotidiani. Ogni luogo può diventare l’inizio di una proposta.
“Questo non sarà un viaggio per trovare colpevoli. Sarà un viaggio per scoprire possibilità.”
La libreria.
Un tavolo per cominciare.
Tra gli scaffali vive il pensiero di chi ha scritto. Accanto ai libri possiamo immaginare uno spazio dove quel pensiero incontri altre voci.
Un tavolo, sedie, carta e penne. Persone che si fermano, si ascoltano, scrivono e progettano. La libreria può custodire la cultura e diventare un luogo in cui generarla insieme.
Qualcuno entra per comprare un libro. Qualcun altro esce con un’idea.
Leggi. Approfondisci.
Entra nel progetto.
Questi materiali sono un punto di partenza per il confronto. Il libro è una prima bozza: un testo aperto a nuove esperienze e punti di vista.
L’audiolibro
Un altro modo per avvicinarsi
Guarda la presentazione di “Mio, Tuo, Nostro” e porta nel confronto le domande che ti lascia.
Il nostro comincia
anche da te.
Una riflessione, una domanda, un’esperienza concreta. Il tuo contributo può aiutarci a capire dove il “nostro” si indebolisce e dove trova spazio.
L’invito è aperto a lettori, autori, librerie, scuole, associazioni, professionisti e cittadini.
Da dove partire?
Racconta un luogo che senti tuo anche se lo condividi. Un gesto di cura che hai visto. Oppure una proposta per costruire qualcosa insieme.

